Veglia Pasquale – Video – P. Tomatis
(Preconio Pasquale)
Resurrezione del Signore
O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione,
perché tutti i tuoi figli,
rinnovati nel corpo e nell’anima,
siano sempre fedeli al tuo servizio.
(Colletta, Veglia pasquale)
Per antichissima tradizione questa è “la notte di veglia in onore del Signore” (Es 12,42). Essa è strutturata in questo modo: dopo un breve “lucernario” (prima parte della Veglia), la santa Chiesa medita le “meraviglie” che il Signore ha compiuto per il suo popolo fin dall’inizio, e confida nella sua Parola e nella sua promessa (seconda parte della Veglia – Liturgia della Parola). La Chiesa si incammina così, rigenerata per mezzo del Battesimo (terza parte della Veglia), verso il banchetto della Pasqua eterna che il Signore ha preparato per il suo popolo per mezzo della sua morte e risurrezione (quarta parte della Veglia) (cf. MR, pag. 161).
Si abbia cura che la Veglia si celebri nel buio, dedicando ad essa il giusto tempo: occorre infatti sostare senza fretta nell’ascolto della Parola, nella preghiera e nella lode. A tal riguardo si curi con particolare attenzione il linguaggio dei segni affinché possano veramente parlare, la necessaria preparazione e presenza di ministri, l’opportunità pastorale di unire in un’unica celebrazione le comunità affidate alla cura pastorale di un unico pastore (cf. Preparazione e celebrazione delle feste pasquali, n. 43).
Come indicato nel Messale Romano, questa prima parte si struttura in alcuni momenti: benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio pasquale (MR, pp. 162-168).
In modo particolare si raccomanda il canto del preconio pasquale secondo le melodie proposte in Appendice al Messale Romano.
Come indicato nel Messale Romano, si abbia cura nel proclamare le letture proposte, seguite dal rispettivo salmo responsoriale (possibilmente da eseguire in canto, almeno il ritornello) e dall’orazione. Come indicato nel Messale romano, il salmo responsoriale può essere sostituito da un congruo tempo di silenzio.
Dopo l’ultima lettura dell’Antico Testamento, con relativo responsorio ed orazione, si accendono le candele dell’altare e si intona il Gloria, che dovrebbe essere cantato da tutta l’assemblea. È possibile, durante l’inno, suonare le campane secondo le consuetudini locali (cf. MR, pag. 173).
Secondo la modalità indicata nel Messale Romano, si intoni solennemente l’alleluia, che dev’essere ripetuto da tutta l’assemblea (cf. MR, pag. 173).
Non si trascuri, seppur breve, una sapiente omelia che raccordi i riti al vissuto della comunità, aiutando i fedeli a gustare la gioia della risurrezione che invade e rinnova tutta la vita.
La liturgia battesimale si compone dei seguenti elementi: litanie dei santi, benedizione dell’acqua, [eventuali battesimi], rinnovazione delle promesse battesimali (cf. MR, pp. 174-182).
In particolare si cantino le litanie dei Santi, se possibile durante il tragitto verso il fonte battesimale: ciò indica come l’assemblea terrena procede al passo di quella celeste, unite in un unico atto di invocazione.
Conviene che il pane ed il vino vengano presentati all’altare dai neofiti, se questi sono presenti.
Quale peculiarità di questa notte, del giorno e dell’ottava di Pasqua, dopo la benedizione (per la quale si può utilizzare la formula solenne) si esegua in canto il congedo con il duplice alleluia.
Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo e continua oggi,
nella comunità dei credenti,
i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.
(Colletta, Pentecoste)
Lo spazio gioioso dei cinquanta giorni si corona con la domenica di Pentecoste che celebra l’effusione dello Spirito, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa.
Le comunità possono radunarsi nella vigilia per celebrare una veglia di preparazione e di solenne e corale invocazione del dono dello Spirito. Come afferma il documento Preparazione e celebrazione delle feste pasquali al n. 107, tale veglia, unita o meno alla celebrazione eucaristica, riveste un carattere «di intensa preghiera sull’esempio degli apostoli e dei discepoli, che perseveravano unanimi in preghiera, con Maria, madre di Gesù, nell’attesa dello Spirito santo». Il Messale Romano offre lo schema della veglia e le orazioni da dirsi dopo le singole letture (MR, pp. 979-980).
Alla preghiera vigiliare possono essere invitati particolarmente i cresimandi, i neo-cresimati e i neofiti adulti.
Anche la celebrazione del giorno di Pentecoste sia curata con la massima solennità e si sottolinei il legame con la Pasqua del Signore di cui l’effusione dello Spirito nel giorno cinquantesimo è il compimento («Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale», Prefazio, La Pentecoste epifania della Chiesa).
Non si trascuri la celebrazione solenne dei Secondi Vespri che chiudono il tempo pasquale: si dia particolare risalto al cantico della Vergine Maria, con l’incensazione dell’altare, della croce e del cero pasquale, ed eseguendo in canto la mirabile antifona Hodie completi sunt dies Pentecostes nella melodia gregoriana o con altra melodia: «Oggi la Pentecoste è compiuta, alleluia, oggi lo Spirito appare come fuoco ai discepoli; con doni e carismi li manda in tutta la terra per la testimonianza del Vangelo: chi crederà e sarà battezzato avrà la salvezza, alleluia». Nell’hodie della Chiesa che celebra ritornano i prodigi dello Spirito.
Il compimento del mistero Pasquale, cinquanta giorni dopo, rimanda al primo giorno della settimana, giorno senza tramonto. In quella sera, il Vivente entrò “a porte chiuse” nel luogo dove si trovavano i discepoli, paralizzati dalla paura, segnati dallo smarrimento e dalla delusione, ma ancora sorretti da un’irriducibile speranza (cf. Gv 20,19). Ecco che quelle porte chiuse sono potentemente infrante dalle piaghe aperte del Risorto (cf. Gv 20,20). Anche lo Spirito, il giorno di Pentecoste, irrompe “impetuoso” e riempie di novità la casa dei discepoli (cf. At 2,2). Si compie così la Pasqua ed è ormai impossibile rimanere chiusi. Occorre uscire, parlare la lingua di tutti (cf. At 2,8.10) per testimoniare la rivoluzione del perdono (cf. Gv 20,23) e l’unità, frutto dei molteplici carismi (cf. 1 Cor 12,4-7). A ciascuno è data la grazia immensa di poter annunciare l’unica assoluta novità della storia umana: Gesù è Signore! (cf. 1 Cor 12, 3b).
Si suggerisce il rito di benedizione e di aspersione dell’acqua benedetta, per l’intrinseco legame con la domenica di Risurrezione. Il rito sostituisce l’atto penitenziale.
Fratelli carissimi, invochiamo la benedizione di Dio nostro Padre perché questo rito di aspersione ravvivi in noi la grazia del Battesimo per mezzo del quale siamo stati immersi nella morte redentrice del Signore per risorgere con lui alla vita nuova.
Tutti pregano per qualche momento in silenzio. Quindi il sacerdote dice:
Dio creatore, che nell’acqua e nello Spirito hai dato forma e volto all’uomo e all’universo.
Purifica e benedici il tuo popolo.
Cristo, che dal petto squarciato sulla croce hai fatto scaturire i sacramenti della nostra salvezza.
Purifica e benedici il tuo popolo.
Spirito Santo, che dal grembo battesimale della Chiesa ci hai fatto rinascere come nuove creature.
Purifica e benedici il tuo popolo.
Dio onnipotente
che nei santi segni della nostra fede
rinnovi i prodigi della creazione e della redenzione,
benedici + quest’acqua
e fa’ che tutti i rinati nel Battesimo
siano annunciatori e testimoni della Pasqua
che sempre si rinnova nella tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.
Il sacerdote prende l’aspersorio e asperge se stesso e i ministri, poi il clero e il popolo passando, se lo ritiene opportuno, attraverso la navata della chiesa. Intanto si può eseguire un canto adatto. Quindi il sacerdote torna alla sede. Terminato il canto, rivolto al popolo, dice a mani giunte:
Dio onnipotente ci purifichi dai peccati,
e per questa celebrazione dell’Eucaristia
ci renda degni di partecipare alla mensa del suo regno.
Amen.
Durante la liturgia della Parola si dia il giusto valore alla sequenza Veni Sancte Spiritus, un’accorata invocazione allo Spirito riconosciuto come consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolce sollievo, luce beatissima. Evidentemente la maggiore efficacia della sequenza è data dall’esecuzione in canto; se ciò non è possibile si curi una buona recitazione nell’alternanza delle strofe tra un solista e tutta l’assemblea.
Nel tempo di Pasqua si suggerisce il “Simbolo degli Apostoli”.
Si suggerisce il seguente formulario:
Lo Spirito di Gesù è il principale artefice della preghiera della Chiesa. Lasciandoci guidare dallo Spirito, innalziamo al Signore la nostra preghiera, dicendo:
R. Manda il tuo Spirito, o Signore.
Sulla santa Chiesa, perché in ogni sua parola e gesto lasci trasparire sempre più chiaramente il Signore Gesù in cui crede, preghiamo. R.
Sulle nostre città, perché si costruiscano fraterne relazioni e si sviluppino progetti che sappiano promuovere la preziosità di ogni persona, preghiamo. R.
Su coloro che dedicano interamente la loro vita alla preghiera, perché invochino il dono dello Spirito sui missionari del Vangelo e li sostengano con la loro fraterna intercessione, preghiamo. R.
Su tutti noi qui presenti, perché impariamo la faticosa ma necessaria arte del perdono e diventiamo costruttori di un mondo nuovo, preghiamo. R.
È possibile aggiungere le intenzioni di preghiera della comunità locale.
Concedi a noi il dono del tuo Spirito, o Padre, e fa’ che la tua Chiesa diventi segno concreto della nuova umanità, fondata nella libertà e nella comunione fraterna. Per Cristo nostro Signore.
È previsto il Prefazio proprio.
Si suggerisce la seconda monizione introduttiva per il richiamo allo Spirito Santo, nonché alla fiducia e alla libertà dei figli di Dio.
Il Signore ci ha donato il suo Spirito. Con la fiducia e la libertà dei figli diciamo insieme: Padre nostro.
Si suggerisce la seguente monizione introduttiva allo Scambio di Pace, per il richiamo esplicito allo Spirito del Risorto (MR, pag. 420).
Nello Spirito del Cristo risorto datevi un segno di pace.
È bene utilizzare il formulario della benedizione solenne “Nella domenica di Pentecoste” (MR, 434-435)
Dio, sorgente di ogni luce, che oggi hai mandato sui discepoli lo Spirito Consolatore, vi benedica e vi colmi dei suoi doni. Amen.
Il Signore risorto vi comunichi il fuoco del suo Spirito e vi illumini con la sua sapienza. Amen.
Lo Spirito Santo, che ha riunito popoli diversi nell’unica Chiesa, vi renda perseveranti nella fede e gioiosi nella speranza fino alla visione beata del cielo. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.
È previsto il congedo dell’assemblea come nel giorno di Pasqua.
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto. Alleluia, alleluia.
Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza di raggiungere Cristo nostro capo nella gloria.
(Colletta, Ascensione del Signore)
Questa solennità venga celebrata con vero slancio festivo per il mistero della glorificazione del Figlio e della nostra umanità innalzata con lui “alla destra del Padre” (cfr. inno Gloria in excelsis Deo e orazione colletta). A questo proposito, per sottolineare l’hodie della solennità si presti attenzione, ricorrendo anche al canto, alla proclamazione del prefazio (dell’Ascensione del Signore I o II: MR, pp. 332-333), all’embolismo proprio nella preghiera eucaristica e alla formula solenne della benedizione finale (MR, p. 434).
La giornata mondiale per le comunicazioni sociali che coincide in Italia con questa solennità non offuschi in alcun modo il mistero dell’Ascensione del Signore. Il tema annuale della giornata sia raccolto in un’intenzione della preghiera universale.
Nei giorni tra la solennità dell’Ascensione e la domenica di Pentecoste, a immagine di Maria e gli apostoli, «perseveranti e concordi nella preghiera» (At 1,14) si invochi lo Spirito Santo nella celebrazione quotidiana dei Vespri, il cui inno proprio è l’antico Veni creator Spiritus. Se non è possibile celebrare comunitariamente i Vespri si esegua lo stesso inno nella celebrazione eucaristica feriale (cfr. Direttorio su pietà popolare e liturgia, 155).
L’Ascensione del Signore è un mistero di relazione. Come sottolinea l’Apostolo Cristo «asceso in alto ha portato con sé prigionieri ed ha distribuito doni agli uomini» (Ef 4,8). L’Ascensione del Signore ci riguarda in prima persona. Egli, portandoci con sé, ci fa dono della sua libertà poiché orienta il nostro sguardo “verso l’alto”. Il suo “distaccarsi” da noi non è affatto un abbandono ma genera un modo nuovo di presenza (cf. At 1,10-11): mediante lo Spirito, Egli abita nella sua Chiesa, la arricchisce con doni multiformi perché tutti giungano all’unità della fede, alla conoscenza del Figlio di Dio, alla misura piena della maturità di Cristo (cf. Ef 4,11-13). In questo giorno santo lo ringraziamo perché, precedendo tutti nella dimora eterna, concede al nostro cuore di gustare la serena fiducia di chi appartiene a lui (cf. Prefazio dell’Ascensione del Signore I, Il mistero dell’Ascensione).
Si suggerisce la III FORMULA dell’atto penitenziale (tempo di Pasqua, 3), come indicato in MR, pag. 300.
Gesù Cristo, asceso al cielo, intercede per noi e ci riconcilia con il Padre. Apriamo il nostro spirito al pentimento, per essere meno indegni di accostarci alla mensa del Signore.
Signore, che asceso alla destra del Padre ci fai dono del tuo Spirito, abbi pietà di noi.
Signore, pietà oppure Kýrie, eléison.
Cristo, che sostieni ogni cosa con la potenza della tua parola, abbi pietà di noi.
Cristo, pietà oppure Christe, eléison.
Signore, re dell’universo e dominatore dei secoli, abbi pietà di noi.
Signore, pietà oppure Kýrie, eléison.
Dio onnipotente, abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.
È sempre possibile utilizzare, al posto dell’atto penitenziale, il rito di benedizione e di aspersione dell’acqua benedetta.
Nel tempo di Pasqua si suggerisce il “Simbolo degli Apostoli”.
Un’intenzione della preghiera universale riprenda il tema della LII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2018, « La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace».
Per questa solennità è previsto il Prefazio dell’Ascensione, si suggerisce il Prefazio dell’Ascensione I.
Si suggerisce la PREGHIERA EUCARISTICA I (Canone romano) per l’esplicito riferimento al “memoriale della gloriosa ascensione al cielo del Signore”.
Si suggerisce la seconda monizione introduttiva il richiamo allo Spirito Santo, nonché alla fiducia e alla libertà dei figli di Dio.
Il Signore ci ha donato il suo Spirito. Con la fiducia e la libertà dei figli diciamo insieme: Padre nostro.
Si suggerisce la seguente monizione introduttiva allo Scambio di Pace, per il richiamo esplicito allo Spirito del Risorto (MR, pag. 420).
Nello Spirito del Cristo risorto datevi un segno di pace.
È bene utilizzare il formulario della benedizione solenne “nell’Ascensione del Signore” (MR, pag. 434)
Nel giorno in cui il Cristo è asceso nella gloria e vi ha aperto la via del cielo, Dio vi riempia della sua benedizione. Amen.
Voi, che oggi riconoscete che Cristo è il Signore nella gloria del Padre, possiate sperimentare la sua presenza in mezzo a voi sino alla fine dei secoli. Amen.
Cristo, che dopo la sua risurrezione apparve visibilmente ai suoi discepoli, si mostri a voi giudice misericordioso e vi conduca all’eredità eterna. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.
Si suggerisce la forma di congedo per le “domeniche di Pasqua”.
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Rendiamo grazie a Dio.
Dio onnipotente, fa’ che viviamo con rinnovato impegno
questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto,
per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua
che celebriamo nella fede.
(Colletta VI Domenica di Pasqua)
La Pasqua di Cristo è fonte perenne del dono dello Spirito. Il Paraclito, promesso da Cristo e che il Padre manderà nel suo nome, esercita la preziosa missione di ricordarci quanto Gesù ha detto (cf. Gv 14,25), ossia di consegnare al nostro cuore le sue intramontabili parole. È sempre lo Spirito a illuminare le decisioni della Chiesa nascente affinché rimanga fedele al suo Signore, nel discernere le strade per annunciare la libertà di Cristo ad ogni creatura (cf. At 15,28). È ancora lo Spirito il garante dell’unità, colui che ci dona di pregustare fin d’ora le primizie della Gerusalemme celeste, edificata sulla fede apostolica (cf. Ap 21,14), costellata di porte per l’accoglienza dei popoli (cf. Ap 21,12-13), abitata ed illuminata dall’Agnello (cf. Ap 21,22-23). Ecco perché i credenti, segnati dal sigillo del Paraclito, non si lasciano turbare il cuore ma, al contrario, sperimentano la pace che niente e nessuno potrà mai strappare loro (cf. Gv 14,27).
Si suggerisce la III FORMULA dell’atto penitenziale (tempo di Pasqua, 2: MR, pag. 300).
All’inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli.
Signore, che sei l’eterno sacerdote della nuova alleanza, abbi pietà di noi.
Signore, pietà oppure Kýrie, eléison.
Cristo, che sostieni ogni cosa con la potenza della tua parola, abbi pietà di noi.
Cristo, pietà oppure Christe, eléison.
Signore, re dell’universo e dominatore dei secoli, abbi pietà di noi.
Signore, pietà oppure Kýrie, eléison.
Dio onnipotente, abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.
È sempre possibile utilizzare, al posto dell’atto penitenziale, il rito di benedizione e di aspersione dell’acqua benedetta.
Se lo si ritiene opportuno, per il bene spirituale dei fedeli, si può utilizzare la colletta alternativa per la sesta domenica di Pasqua, anno B (MR, pag. 977).
O Dio, che ci hai amati per primo
e ci hai donato il tuo Figlio,
perché riceviamo la vita per mezzo di lui,
fa’ che nel tuo Spirito
impariamo ad amarci gli uni gli altri
come lui ci ha amati,
fino a dare la vita per i fratelli.
Per il nostro Signore.
Nel tempo di Pasqua si suggerisce il “Simbolo degli Apostoli”.
Si suggerisce il seguente formulario:
Rivolgiamo la nostra preghiera a Dio Padre, perché la comunità cristiana, confermata nella fede, renda ragione della propria speranza davanti a tutti gli uomini.
R. Santifica nella verità la tua Chiesa, o Padre.
Per la Chiesa, affinché cresca come vera famiglia di Dio, assidua all’ascolto della Parola, perseverante nella preghiera, operosa nella carità fraterna, preghiamo. R.
Per tutti coloro che vivono l’esperienza del dolore, perché non si lascino vincere dallo sconforto ma, per la forza della fede e la solidarietà dei fratelli, sentano che il Signore è vicino a ciascuno di loro, preghiamo. R.
Per il cristiano che dubita, per l’incredulo che vorrebbe credere e per tutti coloro che cercano con amore la verità, perché illuminati dalla grazia pasquale riconoscano che non c’è altro nome all’infuori di Cristo in cui essere salvi, preghiamo. R.
Per noi qui presenti, perché ci lasciamo evangelizzare con cuore docile, e diventiamo risonanza viva della Parola che salva, preghiamo. R.
È possibile aggiungere le intenzioni di preghiera della comunità locale.
O Padre, che in Cristo risorto hai dato inizio alla creazione nuova, fa’ che i figli della Chiesa, con la grazia dello Spirito Santo, annunzino la perenne novità del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.
Si suggerisce il Prefazio pasquale II (La nuova vita in Cristo), per il richiamo alla rinascita dei figli della luce ed alle “porte aperte” del regno dei cieli.
Si suggerisce la quarta monizione introduttiva per l’esplicito riferimento alla guida dello Spirito Santo e alla luce del Vangelo (MR, pag. 418).
Guidati dallo Spirito di Gesù e illuminati dalla sapienza del Vangelo, osiamo dire: Padre nostro.
Si suggerisce la seguente monizione introduttiva allo Scambio di Pace, per il richiamo esplicito allo Spirito del Risorto (MR, pag. 420).
Nello Spirito del Cristo risorto datevi un segno di pace.
Si suggerisce di utilizzare la formula di benedizione sul popolo n. 21 (MR, pag. 449) per il richiamo all’azione rinnovatrice dello Spirito.
Rinnova i tuoi fedeli, Signore, perché trasformati dall’azione dello Spirito, vincano le suggestioni del male e gustino la soavità del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Dopo la preghiera il sacerdote conclude:
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.
Si suggerisce la forma di congedo per le “domeniche di Pasqua”.
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Rendiamo grazie a Dio.
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
(Colletta V, Domenica di Pasqua)
La Pasqua di Cristo rende possibile, in pienezza, la comunione con Cristo. Spesso viviamo la relazione con il Signore in modo distaccato, dimenticando che noi, discepoli amati, siamo intimamente uniti a lui come il tralcio alla vite (cf. Gv 15,5). In noi scorre la stessa “linfa” del Risorto, vi è un rimanere reciproco tra noi e il Signore che caratterizza ogni autentica relazione d’amore (cf. Gv 15,4.6-7). Ognuno desidera, infatti, rimanere nel cuore della persona amata e, al contempo, apre volentieri gli spazi del proprio animo a colui che ama. Ogni scelta d’amore comporta la decisione di rimanere, possiede un anelito di eternità, implica la gioia di non vivere più per se stessi ma per l’altro. Anche noi, discepoli innamorati di Gesù, desideriamo vivere per lui (cf. Sal 21,30), che è morto e risorto per noi (cf. preghiera eucaristica IV) nella certezza che solo così porteremo frutto (cf. Gv 15,2.5.8).
Si suggerisce di introdurre l’atto penitenziale con la seguente monizione (MR, pag. 295)
Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.
È sempre possibile utilizzare, al posto dell’atto penitenziale, il rito di benedizione e di aspersione dell’acqua benedetta.
Se lo si ritiene opportuno, per il bene spirituale dei fedeli, si può utilizzare la colletta alternativa per la quinta domenica di Pasqua, anno B (MR, pag. 976).
O Dio, che ci hai inseriti in Cristo
come tralci nella vera vite,
donaci il tuo Spirto,
perché amandoci gli uni gli altri con sincero amore,
diventiamo primizie di umanità nuova
e portiamo frutti di santità e di pace.
Per il nostro Signore.
Nel tempo di Pasqua si suggerisce il “Simbolo degli Apostoli”.
Si suggerisce il seguente formulario:
Cristo è sempre vivo per intercedere a nostro favore. Tutta la Chiesa lo acclami e lo invochi:
R. Re glorioso, ascolta la nostra voce.
Luce e salvezza di tutte le genti, manda il tuo Spirito su coloro che celebrano la tua risurrezione, preghiamo. R.
Vincitore della prepotenza e dell’orgoglio, proteggi i poveri, libera gli oppressi, concedi a tutti gli uomini la tua gioia pasquale, preghiamo. R.
Salvatore, che ci hai aperto le porte della vita eterna, fa’ che l’impegno dei credenti nel mondo sia animato dalla speranza cristiana, preghiamo. R.
Gesù, nuovo Adamo e Spirito datore di vita, fa’ che i defunti portino l’immagine della tua gloria e godano la pienezza della tua felicità, preghiamo. R.
È possibile aggiungere le intenzioni di preghiera della comunità locale.
Dio, Padre onnipotente, concedi a noi che celebriamo il mistero della risurrezione del tuo Figlio di vivere pienamente la gioia della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Si suggerisce la PREGHIERA EUCARISTICA IV, per il riferimento al dono dello Spirito Santo che sostiene i credenti affinché non vivano più per se stessi ma per il Cristo che è morto e risorto per loro.
Si suggerisce la seguente monizione introduttiva allo Scambio di Pace, per il richiamo esplicito allo Spirito del Risorto (MR, pag. 420).
Nello Spirito del Cristo risorto datevi un segno di pace.
Si suggerisce di utilizzare il formulario della benedizione solenne “nel tempo pasquale”.
Dio, che nella risurrezione del Cristo ha operato la nostra salvezza e ci ha fatto suoi figli, vi dia la gioia della sua benedizione. Amen.
Il Redentore, che ci ha dato il dono della vera libertà, vi renda partecipi dell’eredità eterna. Amen.
E voi, che per mezzo del battesimo siete risorti in Cristo, possiate crescere in santità di vita per incontrarlo un giorno nella patria del cielo. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.
È bene utilizzare la formula di congedo per le “domeniche di Pasqua”.
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Rendiamo grazie a Dio.
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito,
e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale,
così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.
(Colletta III, Domenica di Pasqua)
La Pasqua di Cristo è per noi principio di vita nuova, poiché fin d’ora possediamo le primizie dello Spirito (cf. Prefazio delle domeniche del tempo ordinario VI, Il pegno della Pasqua eterna). Gesù Risorto, così come fece durante il suo pellegrinaggio terreno, di nuovo annuncia la conversione e il perdono dei peccati (cf. Lc 24,47) Egli, il Vivente che non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva, continua oggi la sua opera mediante l’azione della Chiesa.
Si suggerisce la III FORMULA dell’atto penitenziale (Tempo di Pasqua, 1: MR, pag. 300).
Gesù Cristo, il Giusto, intercede per noi e ci riconcilia con il Padre. Apriamo il nostro spirito al pentimento, per essere meno indegni di accostarci alla mensa del Signore.
Signore, nostra pace, abbi pietà di noi.
Signore, pietà oppure Kýrie, eléison.
Cristo, nostra Pasqua, abbi pietà di noi.
Cristo, pietà oppure Christe, eléison.
Signore, nostra vita, abbi pietà di noi.
Signore, pietà oppure Kýrie, eléison.
Dio onnipotente, abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.
È sempre possibile utilizzare, al posto dell’atto penitenziale, il rito di benedizione e di aspersione dell’acqua benedetta.
Se lo si ritiene opportuno, per il bene spirituale dei fedeli, si può utilizzare la colletta alternativa per la terza domenica di Pasqua, anno B (MR, pag. 974).
O Padre, che nella gloriosa morte del tuo Figlio,
vittima di espiazione per i nostri peccati,
hai posto il fondamento
della riconciliazione e della pace,
apri il nostro cuore alla vera conversione
e fa’ di noi i testimoni dell’umanità nuova,
pacificata nel tuo amore.
Per il nostro Signore.
Nel tempo di Pasqua si suggerisce il “Simbolo degli Apostoli”.
Si suggerisce il seguente formulario:
In questo tempo pasquale, affidiamo il cammino della Chiesa e dell’intera umanità al Signore risorto affinché ogni uomo possa partecipare all’inestimabile dono della salvezza.
R. Venga il tuo regno, Signore.
Perché la Chiesa custodisca la fede pasquale e testimoni la vita nuova, frutto dello Spirito, attraverso opere di giustizia e di pace, preghiamo. R.
Perché ogni battezzato, che riconosce il Risorto nella Parola e nel Pane spezzato, sappia vederlo sulle strade del mondo, lo soccorra ferito e bisognoso, lo accolga povero e forestiero, preghiamo. R.
Perché tutti i rinati alla vita nuova rifiutino ogni forma di violenza e di menzogna e aderiscano alla regalità di Cristo Signore nei pensieri e nelle opere, preghiamo. R.
Perché nutriti dalla Parola e dall’Eucaristia, tutta la nostra vita sia annunzio al mondo di riconciliazione e di pace, preghiamo. R.
È possibile aggiungere le intenzioni di preghiera della comunità locale.
O Dio, nostro Padre, che in Cristo risorto hai dato inizio alla creazione nuova, fa’ che i figli della Chiesa, con la grazia dello Spirito Santo, annunzino la perenne novità del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.
Si suggerisce il Prefazio pasquale IV (La restaurazione dell’universo per mezzo del mistero pasquale), per il richiamo alla vittoria di Cristo sul peccato e il conseguente rinnovamento dell’uomo.
Si suggerisce la seconda monizione introduttiva per l’esplicito riferimento all’azione dello Spirito Santo.
Il Signore ci ha donato il suo Spirito. Con la fiducia e la libertà dei figli diciamo insieme: Padre nostro.
Si suggerisce la seguente monizione introduttiva allo Scambio di Pace, per il richiamo esplicito allo Spirito del Risorto (MR, pag. 420).
Nello Spirito del Cristo risorto datevi un segno di pace.
Si suggerisce di utilizzare la formula di benedizione sul popolo n. 18 (MR, pag. 449) per il richiamo alle feste pasquali e alla vocazione battesimale.
Concedi al tuo popolo, Signore,
di raccogliere il frutto delle celebrazioni pasquali
e di vivere, con la fede e con le opere,
la propria vocazione battesimale,
nell’attesa della gloria futura.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Dopo la preghiera il sacerdote conclude:
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.
Si suggerisce la terza forma di congedo, per il richiamo a una vita che glorifichi Dio.
Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.